La prenotazione dell’attività è riservata alle scuole.
L’incontro si propone di riflettere sull’immaginario collettivo legato al mondo penitenziario, profondamente plasmato dai mass media, dalla rete e dai linguaggi dell’intrattenimento. Serie televisive, film, talk show, cronaca giornalistica e, più recentemente, contenuti social offrono spesso un racconto della detenzione che oscilla tra il sensazionalismo delle dinamiche criminali e una rappresentazione semplificata, quando non distorta, delle funzioni e della realtà del carcere.
Intenti spettacolari o politico-retorici finiscono così per condizionare lo sguardo del pubblico, impedendo di cogliere come la privazione della libertà costituisca il nucleo più profondo della pena carceraria. Ne deriva un divario sostanziale tra la percezione pubblica e la quotidianità degli istituti di pena.
L’incontro nasce con l’obiettivo di colmare questo divario, mettendo a confronto la narrazione bidimensionale e gli stereotipi cinematografici e giornalistici con la complessa realtà del sistema carcerario italiano, caratterizzata da sovraffollamento, carenze strutturali, ma anche da storie di impegno, responsabilità e resilienza.












