Matthias Henze ha 35 anni ed è il più “grande” dei tre co-fondatori di Jimdo, startup digitale che in 6 anni è diventata un’azienda internazionale, profittevole e indipendente, senza mettere mai in discussione i valori e lo spirito iniziali: democrazia delle idee, vince la migliore, lavoro di squadra, ogni opinione conta, gestione autonoma del proprio lavoro.
Per scoprire il segreto di questa storia di successo gli abbiamo chiesto di raccontarci la sua esperienza, i momenti che hanno caratterizzato lo sviluppo del progetto e di darci infine qualche dritta per i nostri futuri startupper.

Ciao Matthias, come è nata Jimdo?
Prima ancora che il cms per creare e gestire siti web professionali, Jimdo è innanzitutto un progetto! Il progetto sviluppato con Christian (Springub) e Fridtjof (Detzner), gli altri due co-founder di Jimdo, quando, ancora nel 2004, ci siamo isolati da tutto e da tutti per alcuni mesi, chiudendoci in una fattoria nel nord della Germania. Lì abbiamo sviluppato il software per la creazione e gestione di siti web dedicato alle piccole e medie imprese. Grazie a 18 mila euro vinti ad un concorso per startup abbiamo potuto affittare un ufficio ad Amburgo e formare un piccolo team di lavoro. Da lì il successo dell’idea e l’entusiasmo hanno fatto il resto. È nata così Jimdo – Pages to the People! per offrire uno strumento gratuito, che tutti potessero usare, per creare e aggiornare il proprio sito in autonomia: il cms Jimdo.
Sei anni dopo eccoci qui! Jimdo ha 4 sedi in 3 continenti, un team di ca 180 collaboratori, oltre 8 milioni di siti Jimdo nel mondo, in 12 lingue.

Si parla di ambiente startup solo quasi sempre in collegamento alla Silicon Valley. Quella di Jimdo invece è una storia che nasce nel cuore dell’Europa…
Anche in Europa ci sono molte realtà startup, progetti validi che hanno potenziale e tutte le carte in regola per fare impresa con successo. Sicuramente anche noi abbiamo guardato ai modelli della Silicon Valley. Abbiamo incontrato e continuiamo a incontrare tantissimi startupper di San Francisco, e non solo, per confrontarci e imparare. Anche se l’headquarter di Jimdo è rimasto Amburgo – dove ci sono sviluppatori, marketing, la maggior parte die team internazionali – abbiamo cominciato a internazionalizzare aprendo uffici a San Francisco, Tokyo e Shangai, mettendoci davvero in gioco e affrontando le nuove sfide che ne derivano.

Quali sono stati gli ingredienti, che hanno contribuito al successo del vostro progetto?
Avere una visione e una missione chiara – che per noi è sviluppare il miglior cms al mondo! – ci ha aiutati ad avere e mantenere una prospettiva di lungo periodo.
Ci siamo sempre focalizzati sul prodotto e sulle esigenze dell’utente finale, puntando quindi sull’innovazione e sullo sviluppo del prodotto, come motore della nostra impresa, ed è stato importante definire da subito un chiaro modello di business. Abbiamo scelto il modello Freemium per offrire una versione del sistema, già robusta, anche completamente gratis.

Nello sviluppo del prodotto abbiamo sempre tenuto un orecchio teso alle richieste e alle aspettative dei nostri utenti. Proprio dalle esigenze dei nostri jimdonauti sono nate le funzioni di Jimdo più innovative, come ad esempio il negozio online, la versione mobile per tutti i siti Jimdo e infine la recentissima applicazione mobile per iOS. Abbiamo sviluppato la prima app crossplatform che offre la libertà di gestire le funzioni principali del proprio sito ovunque e un qualsiasi momento, anche in movimento.

La localizzazione è sicuramente una delle scelte più importanti che abbiamo fatto, in team abbiamo persone di lingue e culture diversissime, che lavorano all’obbiettivo comune di rendere Jimdo lo standard per la creazione di siti web in tutti i rispettivi paesi.

Abbiamo poi cercato di fare scelte d’impresa che fossero sostenibili. Passi affrontabili di volta in volta, con un occhio sempre attento ai costi ed un graduale riadattamento dei processi in base allo sviluppo dell’azienda. Crescendo velocemente è stato molto importante ad esempio dotarci di processi di comunicazione interna e gestione dei progetti efficaci che garantissero un buon scambio informativo, sia infrateam sia tra team e uffici diversi.

Infine per noi è molto importante continuare ad alimentare la nostra cultura d’impresa. Pensiamo sia fondamentale che, anche oggi che siamo quasi 180, lo spirito e i valori di Jimdo restino vivi e condivisi come quando eravamo in 3, poi in 5, 50 e così via.
Collaborazione, senso di responsabilità e condivisione (delle scelte, della conoscenza, delle esperienze). Per tenere vivi questi valori e questa atmosfera speciale ma anche per far star bene le persone che lavorano da Jimdo, come se fossero a casa, abbiamo creato un team apposito: il feel good team (vimeo.com/59132963).

Questi sono i particolarissimi ingredienti del vostro progetto 🙂 Pensando in generale ai tanti progetti ricchi di potenziale, magari di giovani aspiranti starupper italiani… cosa secondo te non può mancare o bisogna avere se si vuole avviare una startup?

1. Passione. Per dare vita alla propria impresa ci vuole una grande energia e molto tempo. Ti aspettano tanti momenti grandiosi ma ce ne sono anche di difficili. La cosa più importante è essere capaci di motivare sè stessi o il proprio team proprio in quei momenti e di continuare ad andare avanti se si crede davvero di poter perseguire il proprio obiettivo.
Puoi farcela solo se fai qualcosa che ti appassiona veramente. Con Jimdo offriamo “Pages to the People!” ed è un progetto che ci entusiasma davvero. Essere presenti in rete è oggi fondamentale per qualsiasi progetto. Incontrare i nostri utenti e vedere come, proprio grazie a Jimdo, professionisti, piccole e medie imprese, organizzazioni possono gestire il proprio sito web, anche senza alcuna conoscenza informatica, ecco, è questo che ci dà la spinta più grande.
Questa consapevolezza ci ha aiutato molto anche nei momenti difficili e ci ha confermato che eravamo sulla strada giusta.

2. Non farlo per i soldi. Probabilmente ne avete già sentito parlare: se il fine primo é quello economico, allora meglio non avviare una società. Non potrei essere più d’accordo. Per me – ma anche per Fridtjof e Christian – si tratta di godermi questo percorso e di portare avanti ciò che mi interessa. Se lo facciamo bene, allora il denaro arriverà, ma questa non è mai stata la nostra motivazione. Abbiamo rifiutato una proposta di finanziamento a 8 cifre da parte di Venture Capitalist (www.3founders.com) e abbiamo ricomprato la quota e liquidato la partecipazione del colosso United Internet. Tutto questo per mantenere una cosa preziosa: poter prendere decisioni in modo indipendente e a lungo termine, in ogni momento.

3. Scegli bene la tua squadra. Quando si tratta di costruire il tuo team fai scelte sagge. Si tratta delle persone con le quali trascorrerai la maggior parte del tuo tempo e che farà davvero la differenza se sarai in grado di far crescere l’azienda. Con le persone giuste potrai dar vita a cose grandiose e allo stesso tempo divertirti, godendoti i più bei momenti della tua vita.

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Blog 3founders: www.3founders.com